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Chiese V Prefettura

Jorge Mario Bergoglio è il nuovo Papa con il nome di Francesco

13/03/2013 – Jorge Mario Bergoglio è il nuovo Papa con il nome di Francesco I. Si e’ aperta la finestra della loggia delle benedizioni in San Pietro da dove il cardinale protodiacono Jean Louis Tauran ha pronunciato il nome del nuovo Papa

1663503b-c413-4a34-b117-956919c2c9fc-Bergoglio01manualJorge Mario Bergoglio è il nuovo Papa con il nome di Francesco I.

Si e’ aperta la finestra della loggia delle benedizioni in San Pietro da dove il cardinale protodiacono Jean Louis Tauran ha pronunciato il nome del nuovo Papa con la formula dell’habemus papam.

Bergoglio è vescovo di Buenos Aires. L’argentino è il primo Papa sudamericano della storia. Oppositore del lusso e degli sprechi (ha vissuto in un modesto appartamentino e per spostarsi usa i mezzi pubblici) quando fu ordinato cardinale nel 2001, obbligò i suoi compatrioti che avevano organizzato raccolte fondi per presenziare alla cerimonia di Roma, a restare in Argentina e a donare i soldi ai poveri.

 

JORGE BERGOGLIO, FRANCESCO I - “Fratelli e sorelle, buonasera. Voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un vescovo a Roma e sembra che i miei fratelli cardinali sono andati a prenderlo quasi alla fine del mondo, ma siamo qui. Vi ringrazio dell’accoglienza della comunità diocesana di Roma al suo vescovo. Prima di tutto vorrei fare una preghiera per il nostro vescovo emerito Benedetto XVI, in modo che il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca”, dice Francesco I prima di recitare il Padre Nostro. “Preghiamo per tutto il mondo perché ci sia una grande fratellanza. Vi auguro che questo cammino di Chiesa che oggi cominciamo sia fruttuoso per l’evangelizzazione di questa bella città”.

 


E poi: “Incominciamo questo cammino della chiesa di Roma, vescovo e popolo insieme, di fratellanza, amore, fiducia tra noi, preghiamo uno per l’altro, per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza. Questo cammino di chiesa sia fruttuoso per l’evangelizzazione”. Infine: “Pregate per me e a presto, domani voglio andare a pregare la Madonna, buonanotte e buon riposo”.

Bergoglio eletto papa era già arrivato vicino al soglio pontificio nello scorso conclave, quando arrivò per così dire “secondo”, e poi fu invece eletto pontefice Joseph Ratzinger. Era l’unico gesuita del Conclave.

Nel suo Paese è un trascinatore di folle e una figura di riferimento nella Chiesa sudamericana. E’ sempre stato ritenuto un conservatore ma, nonostante questo, non ha mai approvato l’eccessiva rigidità della Chiesa soprattutto in materia di sessualità e la sua autoreferenzialità. Contestò l’apertura dei gesuiti alla Teologia della Liberazione, negli anni ’70 e questa posizione forse gli è valsa l’accusa ingiusta di connivenza con il regime dei generali, anche se peraltro non ci sono mai state prove ne’ indizi della sua vicinanza alla dittatura. Ed anzi nell’anno santo del 2000 fece “indossare” all’intera Chiesa argentina le vesti della pubblica penitenza, per le colpe commesse negli anni della dittatura. Un mea culpa che dette più fiducia nell’istituzione ecclesiale, Arcivescovo di Buenos Aires, ordinario per i fedeli di rito orientale residenti in Argentina e sprovvisti di ordinario del proprio rito, Bergoglio è professore di letteratura e psicologia. Nato a Buenos Aires il 17 dicembre del 1936, ha studiato e si e’ diplomato come tecnico chimico, ma poi ha scelto il sacerdozio ed è entrato nel seminario di Villa Devoto. L’11 marzo 1958 è passato al noviziato della Compagnia di Gesù, ha compiuto studi umanistici in Cile e nel 1963, di ritorno a Buenos Aires, ha conseguito la laurea in filosofia. E’ stato ordinato sacerdote nel dicembre ’69. Maestro di novizi a Villa Barillari, San Miguel, nel ’73 è stato eletto Provinciale dell’Argentina, incarico che ha esercitato per sei anni. Autore dei libri “Meditaciones para religiosos” del 1982, “Reflexiones sobre la vida apostolica” del 1986 e “Reflexiones de esperanza” del 1992. Giovanni Paolo II lo nominò vescovo titolare di Auca e ausiliare di Buenos Aires nel maggio del ’92. Il 27 giugno dello stesso anno ricevette nella cattedrale di Buenos Aires l’ordinazione episcopale dalle mani del cardinale Antonio Quarracino, del nunzio apostolico monsignor Ubaldo Calabresi e del vescovo di Mercedes-Lujan, monsignor Emilio Ognenovich.

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